Carnevale di Aprilia 2010

Lo scopo e l'obiettivo dell'evento è di riportare la manifestazione carnevalesca alle sue tradizioni grazie al coinvolgimento di tutti i cittadini cercando così di creare continuità al progetto per gli anni futuri.

PETER PAN ha vinto. Nella pagina riservata ai carri troverete la classifica dei Carri Allegorici
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Divulgare l'immagine del Carnevale di Aprilia ai comuni confinanti coinvolgendo il più possibile un vasto pubblico. 

Ricordiamo che la sfilata del 16 febbraio è stata posticipata a domenica 21 febbraio. L'orario ed il percorso restano invariati. (vedi pag. percorso carnevale)

MOSTRA CARNEVALESCA "La storia del Carnevale di Aprilia a 360 gradi"
Dal 4 al 16 febbraio presso la sala Manzù della biblioteca comunale di Aprilia, sita in Largo Marconi, è possibile ripercorrere la storia del carnevale grazie alla mostra diretta ed ideata dal maestro Cottiga.
Visita ora la mostra cliccando qui " La storia del Carnevale di Aprilia a 360 gradi”

     

IL COMITATO ORGANIZZATORE

Cecilia Nicita, Tomei Roberto, Monni Antonio, Poli Luciano, Montani Felice, Della Rosa Giuliana, Gregnanin Debora, Felici Gildo, Cottiga Claudio




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Il logo del Carnevale di Aprilia 2010 è stato realizzato dall'artista Dino Massarenti, un acquarello che riproduce uno dei carri più famosi della storia del carnevale apriliano, la brasiliana. Un tocco di colore, di vivacità ed allegria che certamente sarà di buon auspicio

   
   

Da dove nascono le più famose maschere italiane?
Le maschere tradizionali italiane sono il prodotto della Commedia dell'arte, il fenomeno teatrale che si sviluppa alla fine del 1500 in Italia. Una delle rappresentazioni più gettonate di queste commedie era la "beffa del servo", una sorta di rivincita concessa all'umile nei confronti del potente. Innumerevoli sono le rappresentazioni, specie sui palcoscenici della decadente Repubblica veneziana, che hanno come tema il contrasto tra il servo zotico, lo "Zanni" e il padrone vecchio e rincitrullito, il "Magnifico".
Le varie forme in cui si manifesta fanno sì che il personaggio dello Zanni subisca continue e sostanziali modifiche rendendosi sempre più simpatico e variegato: questo spiega la presenza, nella tradizione giunta fino a noi, di tante maschere rappresentanti parti di servitori, dal celeberrimo Arlecchino allo scaltro Brighella.
Un posto di primo piano era poi riservato alle maschere dei "vecchi" che generalmente erano due, ma non avevano sempre e dovunque lo stesso nome; perlopiù furono conosciuti l'uno sotto il nome di Pantalone e l'altro di Dottore, Dottor Graziano o Dottor Balanzone.
Altra maschera fondamentale era quella del Capitano, soldataccio spaccone, vanaglorioso, violento e pavido, altrimenti noto come Capitan Spaventa, Capitan Rodomonte o Capitan Matamoros. In questa maschera si è voluto vedere una caricatura feroce del soldato spagnolo che, nel periodo di tempo in cui fiorì la Commedia dell'Arte, spadroneggiò in quasi tutta la penisola.
Tutti questi straordinari personaggi sono riusciti a sopravvivere alla morte del teatro al quale pur debbono la vita, perché riconosciuti degni di rappresentare ciò che di più caro le città italiane avevano nel cuore, le tradizioni domestiche, la parlata popolare, lo spirito delle antiche cose

 

 
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I coriandoli sono piccoli ritagli di carta colorata usati nelle festività per essere lanciati in aria o su persone. Tipici del Carnevale e di altre festività come il Capodanno . Spesso il loro uso è abbinato a quello delle stelle filanti .

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Coriandoli è il titolo di una canzone di Brunetta (1959), la più giovane rocker italiana di allora, l'anno dopo 1960 , ripresa con gran successo da Mina e di una di Marcella Bella del 1981 .

Carnevale


Che fracasso!
Che sconquasso!
Che schiamazzo,
mondo pazzo!
E' arrivato Carnevale
buffo e pazzo,
con le belle mascherine,
che con fischi, frizzi e lazzi,
con schiamazzi,
con sollazzi,
con svolazzi di sottane
e di vecchie palandrane,
fanno tutti divertir.

 

 

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